AI for Social Good: chi ha vinto la Call for Visionary Ideas?

7 gennaio, 2019

Nell’ambito del nostro progetto AI for social good, lo scorso autunno abbiamo lanciato la Call for Visionary Ideas, che si è conclusa il 22 ottobre raccogliendo 80 candidature da tutta Italia.

Le proposte ricevute sono state fra le più variegate: dall’applicazione dell’intelligenza artificiale per rendere la cultura più accessibile, agli algoritmi per creare percorsi educativi personalizzati per gli studenti, ai servizi sanitari sempre più vicini alle esigenze dell’individuo, alle soluzioni IoT per rendere le città sempre più connesse e sicure.

Ma quali sono i quattro progetti di intelligenza artificiale che sono stati premiati nelle aree Salute, Arte e Cultura, Educazione e Città?

La selezione finale si è svolta il 16 novembre a Futureland, palco ideale per presentare soluzioni visionarie e innovative. Durante questo evento di due giorni organizzato da Talent Garden a Milano, vari speaker internazionali hanno raccontato come le tecnologie emergenti contribuiranno a trasformare in modo radicale il nostro futuro, introducendo cambiamenti che non si possono ignorare.

Marco Zappalorto, CEO di Nesta Italia, presenta il progetto AI for Social Good e i finalisti della Call for Visionary Ides

All’evento di selezione sono state presentate dodici idee semifinaliste, tre per area, valutate da una giuria di esperti composta da: Guido Boella, Professore dell’Università di Torino, Marco Aldinucci, Professore dell’Università di Torino, Roberta Cocco, Assessore alla trasformazione digitale e sistemi civici del Comune di Milano, Marco Bani, precedentemente Responsabile del Segretariato Tecnico e dell’Ufficio di Relazioni Pubbliche ad AgID, Stefano Gurciullo, partner di Redstone (VC di Berlino focalizzato su progetti in AI e Big Data) e Marco Zappalorto, CEO di Nesta Italia. I pitch dei finalisti sono stati valutati sulla base dei seguenti criteri: impatto desiderato e potenziale della soluzione, fattibilità tecnica del progetto e livello di innovazione introdotta.

I finalisti che hanno vinto il premio finale sono stati:

Bubbles: categoria Educazione. Un’applicazione multipiattaforma per sconfiggere le fake news e la diseducazione sui fatti di cronaca. Quando viene aperto un articolo di giornale, Bubbles usando algoritmi di AI propone una lista di contenuti inerenti allo stesso argomento, ma che adottano un punto di vista e un’opinione differente.   

Falleng: categoria Sanità. Un device indossabile low-cost che utilizza un algoritmo di machine learning per quantificare e monitorare il rischio di caduta delle persone anziane.

GrandTour: categoria Arte e Cultura. Il Grand Tour era un lungo viaggio di formazione culturale e personale che i giovani aristocratici europei intraprendevano per conoscere le bellezze e le usanze dell’Europa continentale. I resoconti dei viaggiatori hanno dato vita a un vero e proprio genere letterario, la “letteratura di viaggio”. L’idea GrandTour è quella di utilizzare le tecnologie dei Linked Data per costruire una base di conoscenza alimentata dalla “letteratura di viaggio” che supporti il viaggiatore nella definizione del proprio itinerario, sia grazie alle informazioni estratte dai testi e strutturate semanticamente, sia grazie alla lettura diretta dei testi che parlano di quei luoghi.

Kimap: categoria Città. Una tecnologia basata su algoritmi di AI e sviluppata per la mappatura e la navigazione dei percorsi accessibili a soggetti con disabilità motoria. Lo scopo è quello di generare e rilasciare dati affidabili e continuamente aggiornati sulla qualità delle strade e dei marciapiedi in ambito urbano.

I vincitori della Call for Visionary Ideas e i membri della Giuria.

Nei prossimi mesi lanceremo l’evento Intelligenza Artificiale & Comunità per discutere il possibile potenziale dell’intelligenza artificiale come strumento per abilitare e rendere più efficienti le comunità. Esploreremo il percorso che i vincitori del premio hanno intrapreso in questi mesi e attraverso dei workshop pratici sfrutteremo l’intelligenza collettiva presente in sala per aiutarli a compiere i passi necessari alla realizzazione di sperimentazioni vere a proprie sul territorio. La sperimentazione mira da un lato a raggiungere nuovi utenti e a migliorare la soluzione, dall’altro a valutare se il progetto ha un effettivo impatto sulle comunità e se sì, che tipo di impatto e in che misura. Con questo progetto ci poniamo l’obiettivo ultimo di facilitare sperimentazioni che possano permettere di testare la soluzione con un bacino maggiore di beneficiari e, auspicabilmente, favorire la successiva diffusione del prodotto / servizio finito per raggiungere pubblici e impatti più ampi.