Cultura come partecipazione (anche a distanza)

Cultura come partecipazione (anche a distanza)

Breve resoconto della seconda fase del progetto "Ritorno al Futuro"

09 Aprile 2021 -  Inclusione Sociale
4' di lettura

Cos’è Ritorno al Futuro ovvero Nelle puntate precedenti

Il progetto Ritorno al Futuro si colloca nell’ambito del Bando CivICa 2019 promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. L’iniziativa ideata da Nesta Italia in collaborazione con molteplici partner provenienti da diverse città come Torino, Genova e Bologna, si pone come obiettivo quello di stimolare la partecipazione attiva dei cittadini con background migratorio dando loro l’opportunità di approfondire la conoscenza dei luoghi della cultura per promuovere una cittadinanza sempre più attiva.

Durante il periodo estivo è stata organizzata una prima serie di incontri accomunati dal tema della ricerca identitaria attraverso la partecipazione culturale e la creazione di nuove narrazioni.

Sviluppato su due fronti tra Torino e Genova, il progetto ha coinvolto decine di partecipanti che hanno preso parte a visite guidate all’interno di alcuni dei più importanti musei italiani e di alcune aree cittadine di importanza storica.

Partecipazione e distanziamento sociale: come abbiamo affrontato questo periodo

Le visite museali e gli incontri laboratoriali hanno incontrato una nuova sfida durante il periodo invernale/primaverile. La pandemia da  Covid-19, infatti, ha rappresentato un grande ostacolo nello svolgimento delle attività. Se già nella fase estiva le modalità di partecipazione hanno visto ingenti limitazioni nell’accessibilità ai luoghi della cultura, la chiusura e l’avvento delle zone rosse hanno influito maggiormente sui percorsi previsti in principio.

Visite virtuali nei musei di Torino insieme a Generazione Ponte

La chiusura delle istituzioni museali conseguentemente alle restrizioni da covid-19 hanno impedito l’accesso agli spazi della cultura ma gli incontri sono proseguiti in modalità virtuale. Palazzo Madama, il Museo dell’Automobile e il Museo d’Arte Orientale hanno infatti aperto i cancelli virtuali per offrire esperienze immersive e percorsi guidati anche in versione digitale.  

La proposta digitale però ha sia aspetti positivi che aspetti negativi. Come ha sottolineato Abdullahi Ahmed (Generazione Ponte): “La gente è stanca di essere sempre collegata durante la settimana e noi di solito organizziamo gli incontri nel fine settimana appositamente. Abbiamo avuto difficoltà a convincere i partecipanti ad essere presenti proprio per la necessità di allontanarsi dalla tecnologia”. 

D’altra parte, il digitale offre delle opportunità, e nella distanza si trovano occasioni di socialità. “Una cosa positiva è il fatto che non potendo fare le cose in presenza, le abbiamo fatte da casa, tutti insieme. Che dà valore aggiunto per la possibilità in qualche modo di ritrovarsi attraverso il collegamento.” continua Abdullahi.

Visite a cielo aperto a Genova insieme a Nuovi Profili

Lo scenario offerto dalla cittadina ligure è stato diverso. La chiusura dei musei nel genovese ha avuto durata maggiore e l’Associazione Nuovi Profili ha rivisitato la proposta offrendo la possibilità ai partecipanti di prendere parte a visite guidate a cielo aperto. 

I percorsi, ripensati nella dimensione urbana, hanno permesso di accedere al patrimonio culturale attraverso itinerari guidati all’interno del Cimitero di Staglieno e per le strade del quartiere Certosa.

SiMohamed Kaabour di Nuovi Profili sottolinea: “Siamo stati nel centro storico che tutti noi conosciamo guardandolo con occhi diversi e prestando particolare attenzione ai segni che porta la città. Siamo andati alla scoperta della bellezza esteriore dell’arte che per certi versi è alla portata di tutti. Abbiamo curato non l’ascolto attivo, ma uno sguardo attivo.” E prosegue “Pensando sia  a Certosa che al Cimitero […] c’è un’arte più fruibile che necessita di un’attenzione maggiore nell’essere colta e non passare come un luogo comune (nel cimitero di solito non si va a trovare una persona defunta ma i defunti diventano personaggi di una tela unica”.

Cosa abbiamo imparato in questa fase 

Il patrimonio culturale è alla portata di tutti

Ripensare, rimodulare, e mostrare flessibilità anche in tempi di crisi non  significa arrendersi di fronte alle difficoltà, ma rappresenta una possibilità di riscoprirsi e reinventarsi. E’ esattamente ciò che è successo durante questi mesi sebbene con modalità differenti nelle due città. Nonostante i musei fossero chiusi, i percorsi di attivazione civica sono proseguiti all’interno delle case o tra le vie della città: se il museo non può prestare i propri spazi sarà infatti la città a prestare il proprio patrimonio culturale. 

La volontà crea rete 

La volontà di proseguire con le attività ha rappresentato la chiave di volta per mantenere vivo l’interesse e per coinvolgere un numero sempre maggiore di persone: “Abbiamo tentato di coinvolgere nuovi utenti attraverso questa nuova tipologia di  proposta, anche in ottica di attirare nuovi partecipanti. Con questo tipo di offerta è possibile ampliare la conoscenza dei musei per offrire la possibilità di una visita in un secondo momento ed eventualmente incoraggiare le persone a venire a visitarli con noi” ci racconta Abdullahi.

I luoghi della cultura come luoghi di vita

Come ha evidenziato SiMohamed “Questo percorso per noi sta alimentando altre idee che tengono al centro di una futura azione l’arte collegata a un luogo, inteso come un luogo di vita e di condivisione di vita”.

Le prossime attività

Nell’arco dei prossimi mesi sono previste ulteriori attività, ma solo con il tempo avremo chiare le  modalità che sarà più opportuno adottare.

Nel frattempo, quindi, prosegue il percorso di ideazione e progettazione con i partner, con l’obiettivo di offrire occasioni di scambio e di valore ai partecipanti delle attività.