Edtech, competenze e lavoro

Edtech, competenze e lavoro

Ricerche, progetti e sviluppi futuri.

12 Settembre 2019 -  Educazione e futuro del lavoro, Tech for good
5' di lettura

Competenze digitali, lavoro, edtech, scuole, inclusione e cambiamento sistemico sono alcune delle parole chiave che hanno ispirato il lavoro di Nesta Italia nell’area educazione in questi primi anni di attività e che ne disegnano il tracciato per quelli a venire. 

In un mondo sempre più complesso e governato dai dati e dalla tecnologia, riteniamo sia nostro dovere esplorare il potenziale che nuovi strumenti digitali e approcci didattici possano avere a scuola per migliorare l’apprendimento degli studenti, alleggerire gli insegnanti di alcuni compiti amministrativi, e per includere, incidendo in modo positivo sui risultati complessivi del nostro sistema educativo.

D’altro canto, siamo consapevoli della crescente richiesta da parte del mondo del lavoro di profili con solide competenze digitali, creative, relazionali e di sistema.

Come possiamo ridurre il gap tra le competenze richieste dalle aziende e quelle offerte dal sistema scolastico e universitario? Come preparare le nuove generazioni ad affrontare un futuro incerto e mutevole?

Su queste due importanti sfide abbiamo focalizzato le nostre linee di intervento. Ecco i progetti che stiamo portando avanti in Italia e Europa e gli appuntamenti da non perdere. 

 

Come ottenere il massimo dalle tecnologie a scuola?

 

Le tecnologie all’interno delle scuole, le così dette EdTech, hanno di fatto il vantaggio non solo di migliorare l’apprendimento in alcuni contesti, ad esempio attraverso percorsi personalizzati di compiti a casa basati sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma di cambiare le dinamiche stesse di insegnamento, promuovendo approcci pedagogici che favoriscono l’inclusione, la collaborazione e il coinvolgimento attivo degli studenti. 

 

Introdurre la tecnologia a scuola però, è tutt’altro che semplice. Presuppone una preparazione degli insegnanti nell’utilizzo di strumenti nuovi e un’attitudine a cambiare, talvolta, i propri metodi e abitudini. E’ costoso e si tratta pur sempre di un esperimento, che in un ambiente tradizionale come la scuola trova molte barriere all’ingresso. I programmi di riforma imposti dall’alto che introducono tecnologie nelle scuole faticano a funzionare se non vi è un’analisi dei bisogni nelle singole scuole e un coinvolgimento dei dirigenti scolastici e degli insegnanti stessi. 

 

Come si possono quindi promuovere programmi di innovazione nelle scuole raggiungendo impatti di larga scala? 

La prossima settimana a Torino lanceremo il nostro report ‘Come ottenere il massimo dalle tecnologie a scuola? Lezioni dai sistemi educativi nel mondo’ realizzato in partnership con Nesta e con il supporto di Fondazione per la Scuola

 

Una tappa molto importante di un percorso durato più di un anno, che ci ha visti attivamente coinvolti in conversazioni con presidi, leader di programmi di innovazione nelle scuole, rappresentanti di Fondazioni, innovatori, policymaker e insegnanti. 

 

Un progetto di ricerca che ci ha permesso di scoprire pratiche di innovazione nelle scuole di Paesi sia simili che molto diversi dal nostro e che, tramite un importante lavoro di analisi di 9 casi studio, in Italia, in Europa e nel mondo, ci ha permesso di offrire alcune raccomandazioni a fondazioni, policymaker, aziende, presidi e insegnanti su come costruire partnership, incentivi e meccanismi che possano scalare i benefici della tecnologia, interessando numeri e geografie più vaste, avendo un impatto di sistema. 

 

 

Il 19 settembre, durante l’evento ‘Edtech: innovazione, impatto, inclusione’ organizzato da Fondazione per la Scuola in partnership con Nesta Italia, lanceremo la versione italiana del report ‘Making the most of technology in education. Lessons from school systems around the world’ già precedentemente lanciato presso le sedi di Nesta a Londra e disponibile qui nella versione inglese. 

 

Questo report, che stressa l’importante concetto di scala, il ruolo delle fondazioni filantropiche nel promuovere i benefici della tecnologia sfruttando la propria posizione di intermediario e interlocutore di scuole, aziende e governi, e il ruolo delle scuole nel portare il cambiamento all’interno degli ambienti didattici, rappresenta un primo passo verso azioni più concrete che vorremmo svolgere sul territorio italiano, cominciando proprio dagli insegnamenti tratti dalla ricerca. 

Vi aspettiamo all’evento di lancio (RSVP qui)!

 

 

Competenze digitali e lavoro in Italia 

 

Il mismatch di competenze tra il mondo dell’educazione e della formazione e quello del lavoro non è cosa nuova. Oggi la disoccupazione in Italia interessa il 9,8% di persone, secondo alcuni studi tra cui ‘The Future of Skills: Employment in 2030’ condotta da Nesta, la percentuale è destinata a crescere rendendo alcune occupazioni e competenze obsolete da un lato, creando nuove occupazioni dall’altro. Secondo la ricerca, le competenze digitali saranno molto rilevanti in futuro, come pure la creatività, le competenze interpersonali come l’empatia, quelle cognitive di alto livello e la capacità di analizzare problemi complessi (competenze di sistema).

Le università preparano gli studenti a questo tipo di sfide? 

Ci siamo concentrati sulle competenze digitali e abbiamo condotto un’analisi che ci ha permesso di capire quali sono le competenze digitali maggiormente richieste dal mercato del lavoro, in quali settori e geografie.  

 

In partnership con Talent Garden e in collaborazione con Tabulaex, abbiamo prodotto il report ‘Le competenze digitali in Italia. Orientarsi in un mercato del lavoro in continua evoluzione’ che analizza la domanda di competenze digitali da parte delle aziende e l’offerta universitaria, prendendo alcune città come campione. Le fasi successive di questo progetto prevedono attività di sensibilizzazione/disseminazione e un confronto diretto con tutti quei soggetti che possono contribuire a diffondere una cultura digitale all’interno delle università, nelle scuole, aziende e negli uffici della pubblica amministrazione. 

 

Inclusione, scuola e un curriculum digitale in Est Europa 

 

Sempre con l’obiettivo di contribuire alla formazione di individui che possano destreggiarsi in un mercato del lavoro complesso e dinamico, stiamo lavorando con un partner americano in sei Paesi dell’Est Europa. Obiettivo del progetto è quello di incrementare l’attitudine da parte di ragazze e di studenti delle scuole superiori, provenienti da aree poco servite e svantaggiate, ad intraprendere un percorso di carriera nel digitale o di proseguire gli studi all’università in corsi legati alle tecnologie e all’informatica. 

 

Questo progetto molto ambizioso inizierà il prossimo mese e ci vedrà impegnati nel 2020 in attività di co-design e co-produzione con no profit, studenti e scuole locali, di testing, valutazione, ricerca e disseminazione finalizzate a testare un nuovo approccio di insegnamento di computer science che verrà successivamente diffuso nelle scuole. 

 

Per saperne di più non smettete di seguirci e venite a conoscerci di persona il 19 settembre a Torino!