Future Communities: (non)definizioni per un manifesto urbano di innovazione e inclusione

Future Communities: (non)definizioni per un manifesto urbano di innovazione e inclusione

19 Ottobre 2018 -  Inclusione Sociale
4' di lettura

Il lancio dell’area di Future Communities è l’esito di un duplice percorso: da un lato una profonda riflessione tematica elaborata negli ultimi mesi a seguito di fattori contingenti esterni e interni al contesto italiano ed europeo, dall’altro un percorso di ricerca che Nesta sostiene da alcuni anni sul tema dell’innovazione governativa nella fase di crisi politica attuale.

Prossimi al lancio del primo progetto in quest’area, abbiamo pensato di provare a definire un primo perimetro d’azione di un’area che, proponendosi una missione ampia e ambiziosa, intende sostenere la promozione di nuove forme di partecipazione democratica e pluralista nelle agende urbane, partendo dal locale per intraprendere un percorso di cambiamento sistemico che guarda alla necessità di innovare le organizzazioni e ri-combinare creativamente le risorse materiali ed immateriali che le città concentrano.

Prima di iniziare, una breve considerazione.

Tutti i concetti al centro della nostra riflessione sono stati oggetto, per lungo tempo, di appassionati e controversi dibattiti di esperti e professionisti, sfuggendo ripetutamente ai tentativi di trovare un consenso generale attorno al loro significato.

Non è nostra intenzione fornire nuove definizioni o abbracciarne una esistente: adottando un approccio esplorativo e aperto alle ambiguità, vogliamo delineare dei punti di vista che ci aspettiamo di rimettere in discussione nel corso della ricerca e con l’evoluzione dei nostri progetti.

  1. Inclusione. Quando parliamo di inclusione, parliamo di povertà di occasioni, di scarsa accessibilità ai servizi, di segregazione culturale tra territori, della mancanza di quella che Richard Sennet e Saskia Sassen hanno definito nei Quito Papers come “città aperta e permeabile”. Inclusione è la capacità di decentralizzare le responsabilità pubbliche verso variegate formule di partecipazione degli abitanti per migliorare attivamente le proprie condizioni di vita, a partire dalle città, dai quartieri e dai territori in cui essi vivono. Quando parliamo di inclusione dobbiamo quindi parlare anche e necessariamente di attivazione di comunità locali in spazi piattaforma sia reali che virtuali.
  2. Comunità. Oggi, parlare di comunità vuol dire necessariamente superare la dicotomia tra centri e periferie e spostare l’attenzione sulla capacità che gli individui hanno di sperimentare “dal basso” le proprie capacità di auto-organizzarsi, rappresentando contemporaneamente un valore e uno strumento per guidare la gestione e la valorizzazione di beni collettivi e lo sviluppo di soluzioni innovative. Le comunità del futuro a cui guardiamo affrontano le sfide poste dallo sviluppo di un’Intelligenza Collettiva della società: una rete di infinite connessioni tra capacità umane, macchine e tecnologie emergenti che rappresenta un potenziale tuttora inesplorato.
  3. Laboratorio. Pensiamo al laboratorio come luogo fisico e virtuale di incontro e scambio tra cittadini, istituzioni e intermediari volto a creare processi di apprendimento in grado di mettere in luce pratiche, schemi e relazioni dei sistemi esistenti, nei quali ambiguità e incertezza vengono considerate elementi caratterizzanti e indispensabili per costruire sperimentazioni efficaci e in grado di adattarsi al costante cambiamento delle comunità. Un laboratorio di innovazione deve essere in grado di andare oltre alla sperimentazione di nuove tecnologie e soluzioni, fornendo degli scenari in grado di comunicare una visione del futuro, adottando un approccio dinamico, creativo ed esperienziale.
  4. Pratiche di innovazione. Sono i processi a cui da forma il confronto tra individui come portatori di conoscenza e competenze, nell’ambito dei quali le tecnologie sono intese come strumenti abilitanti per la produzione e gestione di beni e servizi. L’esistenza di queste pratiche di innovazione dipende dal coordinamento di apparati gerarchici più o meno strutturati che si stratificano nei contesti urbani, dalla collaborazione tra questi sistemi e dal contributo della cittadinanza ai flussi di informazioni e competenze su cui queste pratiche basano il proprio funzionamento Le pratiche sono fonte di narrative che, poste in un ruolo complementare al rigore dei dati e delle evidenze scientifiche, hanno la capacità di ispirare e guidare policymaker, cittadini e organizzazioni nell’adozione di soluzioni inedite, radicali e ad alto tasso creativo.
  5. Ecosistema urbano: Ci riferiamo agli ecosistemi urbani come l’insieme delle condizioni “ecosistemiche” utili alle sperimentazioni di pratiche che producano cambiamento in territori diversi, ricombinando le relazioni e le risorse in questi presenti. Gli ecosistemi urbani costituiscono il luogo per eccellenza dove poter osservare e sfruttare gli spazi di opportunità che sorgono tra le congiunzioni di sfide sociali complesse, considerando bisogni, risorse e iniziative in atto, nell’ottica della creazione di meccanismi iterativi di produzione di soluzioni locali coordinate in grado di influenzare un cambiamento sistemico. Le aree urbane sono popolate da un fitto panorama di innovazioni che suggeriscono segnali di futuro, ricordando ai policymaker il fondamentale compito di supportare e valorizzare queste sperimentazioni tramite una chiara agenda e co-produzione istituzionale. In questa riflessione è necessario che partecipino tutte quelle funzioni poco inclini al cambiamento: università, istituzioni, imprese, apparati politici tradizionali che influenzano l’accentramento di opportunità (e significati) nelle aree urbane.

Future Communities è nata dalle nostre osservazioni sul campo e dalla consapevolezza della presenza di un vero e proprio movimento, intento a dar forma a piccoli ed estremamente interessanti scorci futuri capaci di trasformare le maggiori sfide sociali in opportunità.

Nei prossimi mesi racconteremo ciò che abbiamo visto, ascoltato e, soprattutto, ciò che ha ispirato uno dei nostri progetti più ambiziosi, che ci prepariamo a lanciare a breve.