Come sarà il turismo dopo la pandemia?

Possible futures for our Planet è un’iniziativa promossa da Istituto Italiano di Cultura di Londra e Nesta Italia, che coinvolge studenti di design tra Italia e Inghilterra in un ciclo di workshop dedicati al tema della sostenibilità, declinato su tre temi specifici: mobilità, turismo e futuro delle città.  I workshop sono iniziati a  gennaio 2021  in collaborazione con IAAD- Istituto d’Arte Applicata e Design (Torino e Bologna), Abadir (Catania), Royal College of Art (Londra).

Il turismo del futuro

Il tema del secondo workshop è “Future of Tourism”. Questo “hot-topic”, attualmente al centro delle riflessioni sulla “ripartenza” economica delle città dopo la pandemia, si prospetta centrale nel dibattito sulla sostenibilità delle comunità globali. 

Il trade-off tra sostenibilità economica e ambientale nel settore turistico è più che mai significativa: da una parte l’incremento del flusso di visitatori aumenta le possibilità economiche di un intero territorio, dall’altra mina la fruizione sostenibile dei beni paesaggistici e culturali.

Un numero crescente di destinazioni turistiche, a partire dalle “Cinque Terre”, allo Zion National Park e Machu Picchu, stanno adottando un sistema di policies di controllo dei flussi, ponendo spesso dei limiti sul numero massimo di persone ospitabili. Ma è davvero questa la soluzione migliore?

Proprio in questo momento storico si può ripensare questo settore a partire dalle idee delle nuove generazioni. Così gli studenti sono stati chiamati a rispondere alla  sfida di sviluppare proposte visionarie per un turismo del futuro più sostenibile. Il workshop, coordinato da Federico De Giuli, Professore presso l’Accademia ABADIR di Catania, è iniziato con alcuni interventi per capire lo stato attuale del turismo europeo. 

Una nuova concezione del tempo e dello spazio

Il primo intervento è stato quello di Blueeggs Deep Trends, una nuova realtà di Data Analysis che propone strategie risolutive alle aziende, dopo analisi di mercato approfondite.

Durante la presentazione hanno riportato i trend turistici relativi al 2020 e 2019, sottolineando la crescente vanificazione del termine “border” nella sua concezione geografica, fisica e temporale, evocando quindi il termine “hypertime”, che sottolinea le nuove esigenze di pensare ad una diversa concezione del “tempo”, considerando il pensarsi “over time”, ponendo attenzione al tempo da dedicare a sé stessi, quindi investendo maggiormente in questi momenti della vita.

Questi trend caratterizzano un nuovo modello di consumo che potrebbe essere il più diffuso una volta debellata la pandemia Covid-19. Infatti, la situazione che stiamo vivendo, ci ha permesso di ripensare l’idea di stagionalità, ha incrementato la necessità di avere lavori inter-settoriali e ha rafforzato la dimensione digitale delle nostre vite. Un nuovo scenario che apre a opportunità in ogni settore.

Il secondo intervento durante il workshop è stato quello di Nextatlas, che si propone come una alternativa al classico “market research”, implementando l’utilizzo di soluzioni basare su Intelligenza Artificiale per analizzare  i trend utili allo sviluppo di azioni strategiche.

La ricerca tramite l’utilizzo della loro piattaforma ha prodotto risultati interessanti nell’ambito del turismo sostenibile. Principalmente sono stati descritti trend quali lo “slow train”, le esperienze di “office friendly hotels” e altri, tra cui “working wanderer”, “visa for remote workers” e i “nowhere flights”. Tutte queste esperienze sono in stretto contatto con l’idea nuova di “Staycations” o “Workations”.

I risultati hanno dimostrato una visione del turismo in chiave “rigenerativa” e non solo “sostenibile”; infatti il trend predominante è quello di offrire delle esperienze al turista affinché possa contribuire al miglioramento dell’ambiente che visita.

Le soluzioni proposte dagli studenti

Gli studenti, divisi in gruppi,  hanno recepito gli input della mattinata elaborando proposte per raggiungere soluzioni innovative ai problemi sociali legati al settore turistico. 

La prima proposta è stata quella di creare una piattaforma per facilitare l’organizzazione di viaggi immersivi nella Natura, aiutando l’utente nella scelta di percorsi di trekking e fornendo informazioni utili per la corretta fruizione del patrimonio paesaggistico. 

Il gruppo numero 2, sulla scia del lavoro svolto dall’App “USE IT”,  ha cercato di rispondere alla domanda su come connettere il turista con le comunità locali, proponendo una “Relational Travel” APP, una piattaforma che permette di entrare in contatto con altri viaggiatori o residenti per integrare perfettamente l’esperienza di viaggio nella comunità locale.

Infine, il gruppo numero 3 ha pensato di invertire gli steps tramite i quali si prenota e si sceglie una vacanza. Infatti, la loro proposta è quella di creare una piattaforma che chieda all’utente il motivo per cui vuole viaggiare, ponendo quindi il focus sulle motivazioni del viaggio, per proporre poi esperienze sostenibili e a km 0, valorizzando un certo mercato locale.

Il terzo e ultimo appuntamento

Il terzo e ultimo workshop della serie avrà come focus il tema “Future of Cities”, si svolgerà il 18 e il 19 marzo 2021 e sarà condotto dalla Royal College of Arts di Londra.