La Cura che cambia

29 marzo, 2018

Il settore sanitario nazionale si trova oggi ad affrontare nuove sfide che impattano sulla sua capacità di offrire servizi di cura e assistenza adeguati. Prima fra tutte, il crescente tasso d’invecchiamento della popolazione che mette a dura prova le risorse pubbliche. L’OECD stima che nel 2050 gli over 60 passeranno da un decimo a un quinto della popolazione. È naturale interrogarsi su come il sistema sanitario si stia preparando per gestire una popolazione anziana in crescita.

In secondo luogo, le malattie croniche con 23,6 milioni di casi nel 2015, generano la più alta spesa per l’assistenza sanitaria in Europa e costituiscono la principale causa di morte in quasi tutto il mondo. Le patologie croniche sono malattie che hanno origine in età giovanile e dato il lungo decorso richiedono un’assistenza a lungo termine.

Malgrado sia aumentata la prevenzione e la consapevolezza delle persone riguardo a queste condizioni, la gestione delle malattie croniche da parte degli ospedali si esaurisce con la cura delle manifestazioni acute della malattia. Le reti di persone e i servizi di assistenza al di fuori delle strutture mediche diventano quindi fondamentali per garantire una gestione sempre più autonoma della malattia da parte dei pazienti, ed il minimo impatto della malattia sui loro stili di vita.

Queste problematiche si riflettono su un settore che è vittima di una forte pressione finanziaria e di continui tagli sulla spesa: le cifre stimate dall’OECD indicano una spesa sanitaria giornaliera per le malattie croniche in Europa di circa 3 miliardi di euro.

Nonostante il sistema pubblico italiano stia affrontando una situazione piuttosto critica, l’avvento della tecnologia digitale e le opportunità offerte dall’innovazione sociale possono giocare un ruolo importante nel modo di gestire e affrontare la cura.

“We need to think differently about how we respond to the current challenges in the healthcare sector”

Halima Khan, Executive Director Health Lab, Nesta

Sebbene ancora poco valorizzate, le tecnologie digitali possono sfruttare il potere della conoscenza per migliorare le condizioni sanitarie della popolazione:

  1. Le tecnologie digitali consentono alle persone di tracciare e analizzare i propri dati sanitari e di poterli condividere con altri in modo da favorire la prevenzione e  la gestione delle malattie croniche.
  2. I miglioramenti nelle tecnologie digitali consentono un aumento nell’esplosione  della medicina personalizzata, sostenuta dalla genomica.

L’innovazione sociale consente un migliore utilizzo del ‘potere’ delle persone:

  1. L’innovazione sociale è la chiave per una rivoluzione nel modo in cui le persone sono coinvolte nelle loro cure e in quelle degli altri, migliorando la qualità dei trattamenti.
  2. Nuove conoscenze sul comportamento umano miglioreranno la qualità clinica e renderanno più facile per le persone condurre stili di vita sani.

“There are two big drivers of change in Healthcare: People and Knowledge”

Halima Khan, Executive Director Health Lab, Nesta

Questi approcci possono aiutare il sistema sanitario nazionale a migliorare i propri servizi e a creare modelli sostenibili di lungo periodo.

Halima Khan, Executive Director dell’Health Lab di Nesta, durante l’evento Nesta Italia Incontra ha presentato People Powered Health (PPH), un approccio già utilizzato in Inghilterra che coniuga i servizi sanitari con le innovazioni sociali e le accosta al sistema sanitario. Sulla nostra pagina Facebook potete trovare il video dell’intervento e del successivo panel con Zoe Romano (WeMake) e Elena Como (Agenzia LAMA).

In questa visione, il paziente non è  più un soggetto passivo che riceve il trattamento, ma viene considerato come un soggetto attivo direttamente coinvolto nella propria cura.

“People directly experiencing the issues are the most precious resource to find innovative and unexpected solutions in the healthcare system and involve community in the process

Halima Khan, Executive Director Health Lab, Nesta

I punti cardine che definiscono l’approccio PPH sono:

  1. La persona viene riconosciuta come asset: parenti, amici e comunità varie possono lavorare fianco dei professionisti sanitari per sostenere e supportare i pazienti che soffrono di patologie croniche;
  2. Il rapporto fra pazienti e medici diventa un rapporto fra pari e maggiormente orientato alle esigenze dell’individuo e non del sistema;
  3. La salute non è più solamente competenza del welfare pubblico, ma amplia i suoi confini per comprendere l’assistenza sociale, le organizzazioni di volontariato, le comunità di supporto formale ed informale.

I servizi di People Powered Health si basano sul concetto di co-creazione in cui le soluzioni sono progettate e fornite “con” le persone anziché “per” loro. Il design collaborativo stabilisce un’alternativa al modello dominante dei servizi pubblici in cui i professionisti progettano e forniscono servizi per gli utenti bisognosi.

Durante l’evento Nesta Italia Incontra sono stati presentati tre esempi di come il concetto People Powered Health si possa concretizzare:

My support broker: è un’impresa sociale che recluta e forma persone per diventare Support Broker professionisti e li equipaggia con un set unico di risorse per pianificare, fornire e gestire i piani sanitari più adatti per la persona.

Breathe easy support groups: è un progetto della British Lung Foundation, sono gruppi di supporto formati da persone che soffrono di patologie polmonari e da infermiere specializzate.

Umotif : è un’app che traccia i sintomi rilevanti per la salute delle persone e segnala farmaci da prendere e i promemoria delle attività di cura. I dati inseriti vengono utilizzati per creare un report sanitario unico.

Siamo interessati a conoscere progetti di People Powered Health esistenti in Italia, per mapparli e dare visibilità ai casi più esemplari. Se anche tu hai un progetto, completa questo form e aiutaci a individuare le innovazioni che stanno cambiando il  mondo della cura.

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