Le sfide della città del futuro

Dalla transizione ecologica all’accesso alle infrastrutture digitali, dall’impatto della tecnologia sul lavoro ai sistemi di produzione tra pari: ecco le sfide lanciate dalle aziende e i centri di ricerca partner della open call ‘City of the future’.

City of the future è la nostra open call all’interno del progetto S+T+ARTS, iniziativa della Commissione Europea nata nel 2015 per stimolare una maggiore collaborazione tra artisti, scienziati, ingegneri ed altri esperti dei settori scientifico e tecnologico.

S+T+ARTS si basa su alcuni programmi fondamentali, i cosiddetti “pillars” che sostengono le attività e ne promuovono la diffusione sul territorio europeo. Tra questi pilastri ci sono le Residenze, costruite su un modello che vede da una parte aziende e centri di ricerca, dall’altra gli artisti, supportati da producer del mondo culturale.

Per la open call ‘City of the future’, che ha tra i suoi obiettivi proprio quello di sviluppare un ecosistema S+T+ARTS in Piemonte, abbiamo coinvolto una serie di attori locali che hanno proposto delle sfide diverse agli artisti che si candideranno.

Le challenge

Infrastrutture e digital divide, transizione verso fonti di energia rinnovabile, produzione economica e distribuzione del valore, impatto del lavoro sulla salute e consapevolezza su alcune patologie legate alla sfera psichica: sono alcune delle sfide di natura diversa a cui fanno riferimento le challenge della Open Call.

A queste fanno riferimento altrettante tecnologie al centro di dibattiti più o meno accessibili ma che riguardano direttamente e in modo significativo la vita delle comunità nel contesto urbano.

Dati e Algoritmi

Internet pervade la vita quotidiana su diversi livelli, dal lavoro al tempo libero. Ma è davvero accessibile per tutti, come crediamo? A partire da questo interrogativo TOP-IX propone in “Living Connections” un ripensamento degli standard di rappresentazione che ricaviamo dai dati sul traffico della rete, chiedendo quale mappatura possa davvero considerare anche i “digital divided”.

Il tema dell’accesso ritorna nella challenge proposta da ISI Foundation, declinato su un tema altrettanto attuale: la carriera degli artisti. Quali fattori ne determinano il successo? Non si tratta infatti solo di dati quantitativi (il numero di esposizioni, la presenza nelle collezioni museali o alle aste), su questa influiscono anche fenomeni intangibili, legati alla reputazione e alle reti di cui si fa parte. Partendo dagli studi di Roberta Sinatra, la sfida proposta è: può l’arte riappropriarsi del suo algoritmo?

Robot e Intelligenza Artificiale

Nell’immaginario collettivo tecnologie come robot e Intelligenza Artificiale destano ancora sospetti e timori, legati soprattutto al sopravvento di questi strumenti nel mondo del lavoro, a discapito degli esseri umani. Eppure, queste stesse tecnologie sono già presenti nelle nostre vite e hanno delle potenzialità che possono apportare benefici sulla qualità del lavoro e della ricerca. 

In che modo la pratica artistica può contribuire a nuove applicazioni? COMAU, ad esempio, chiede agli artisti di sperimentare l’uso del dispositivo MATE fuori dagli impianti di produzione automobilistica e testare eventuali benefici dell’esoscheletro nella realizzazione di opere urbane sostenibili.

Il Politecnico di Torino, invece, propone l’intervento dei linguaggi artistici (da quelli visivi a quelli musicali) per integrare un modello di rappresentazione del cervello umano – più accessibile sia agli operatori della Neuroscienza, sia al pubblico generale – a partire da dati raccolti attraverso dispositivi basati su Intelligenza Artificiale. 

Sistemi decentralizzati

Le tecnologie in grado di abilitare processi decentralizzati basati sullo scambio tra pari rappresentano una delle frontiere più interessanti nel percorso verso un futuro urbano più sostenibile e democratico.

La blockchain è, ad esempio, una delle tecnologie che abilita l’uso delle criptovalute decentralizzate. Le criptovalute, come Bitcoin, sono in circolazione dal 2009 ma in concreto non vengono applicate nei sistemi di produzione e nella società per limiti di natura diversa, da quella tecnologica a quella legale. Tuttavia, combinati con alcuni strumenti, le criptovalute applicate a livello locale potrebbero effettivamente stimolare nuovi modelli economici: a partire da questo scenario il Centro Nexa si rivolge agli artisti per ampliare le modalità di sperimentazione e rappresentazione degli scambi tra pari.

La produzione a livello locale potrebbe avere un impatto significativo anche sulla transizione verso le fonti di energia rinnovabile. Infatti, sono recenti le normative europee sulle Comunità Energetiche: gruppi di individui e altre entità cittadine che, associandosi, possono controllare la produzione, distribuzione e il consumo di energia. Come potrebbero configurarsi queste comunità? Gruppo IREN si rivolge alla pratica artistica per esplorare scenari e generare consapevolezza su questo tema.

Volete partecipare alla Open Call?

Per dubbi e approfondimenti sulle challenge potete rivolgervi direttamente ai referenti delle aziende e dei centri di ricerca, trovate i contatti qui.

Trovate invece tutte le informazioni sul processo di candidatura e i documenti utili in questa pagina.

La deadline è il 30 novembre 2020.

Per qualsiasi domanda potete contattarci all’indirizzo starts@nestaitalia.org