Design Your Community | Presente Plurale – Open Studio, uno spazio di confronto e co-creazione tra artisti e pubblico

Dal 7 al 10 ottobre la Chiesa del Carmine a Milano ospita tre artiste internazionali – per provenienza e dimensione della loro ricerca e pratica artistica – che mostreranno in che modo si possono raccontare l’identità culturale (personale e collettiva), le trasformazioni urbane e sociali, le migrazioni e altre importanti sfumature della contemporaneità.

 

In particolare, danza, performing arts e cinema documentario sono i linguaggi – di cui Selamawit Biruk, Muna Mussie e Rossella Schillaci sono rappresentati – che saranno utilizzati nei diversi appuntamenti pensati per Design Your Community | Presente Plurale.

 

Abbiamo scelto il format Open Studio come spazio aperto e accessibile di produzione dedicato alla co-creazione di output creativi attraverso la collaborazione tra artisti e audience; uno spazio di apprendimento che vuole promuovere la funzione civica della cultura ed espressione artistica e, infine, uno spazio di scambio che sperimenta nuovi processi di comunità e inclusione. Gli “studi d’artista” saranno quindi aperti al pubblico durante due fasi: quella di co-creazione, che assume la forma di laboratorio e quella di restituzione, in forma di esposizione e performance. 

 

 

Praticare il cambio di prospettiva attraverso la danza

Laboratorio a cura di Selamawit Biruk

7-10 ottobre, Chiesa del Carmine

 

Selamawit svilupperà un percorso di ricerca personale e condivisa sulla danza tradizionale etiope: in Etiopia la danza ha un valore e un significato diverso da quelli codificati nel mondo occidentale. Per questo, le esperienze fisiche delle lezioni di danza verranno tradotte in libri d’artista durante un workshop di mixed media arts. Nell’ultimo giorno di attività, è previsto un momento di confronto e condivisione tra i partecipanti sui risultati ottenuti durante il percorso. Il laboratorio è realizzato in collaborazione con Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa e Eva Zilio, Creative Producer, CSC – Centro per la scena contemporanea.

 

I laboratori di danza si svolgeranno tutti i giorni dalle 14.00 alle 16.00, il laboratorio di mixed media arts martedì 8 ottobre dalle 10.00 alle 12.00, la restituzione finale giovedì 10 ottobre dalle 17.00 alle 18.00

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti ad un massimo di 25 partecipanti. Per iscriversi, inviare una mail a info@itinerariparalleli.org indicando nome, cognome, età.

 

Selamawit Biruk è danzatrice, attrice, fotografa e modella professionista. Dal 2016 vive in Italia, dove avvia una serie di collaborazioni in qualità di performer e dal 2019 è Dance Well Teacher presso il Museo Civico di Bassano del Grappa. Per Open Studio presenta un percorso focalizzato sulla danza tradizionale etiope, intesa come pratica artistica e sociale di incontro e scambio con l’altro. Offrendo ai partecipanti una pratica individuale e collettiva allo stesso tempo, Selamawit intende declinare il concetto di multiculturalità in una prospettiva più ampia e inedita per il mondo della danza italiana. 

 

Sul filo delle contraddizioni

Laboratorio di performing arts a cura di Muna Mussie

7-9 ottobre, Chiesa del Carmine

 

Muna Mussie, artista visuale e performativa di fama internazionale un laboratorio rivolto a un gruppo di studenti interessati alla narrazione e al linguaggio, alle performing art, alle arti applicate.  Il confronto con l’artista avverrà ogni pomeriggio per poi condividere quanto emerso la sera con un atto performativo seguito da momenti di dialogo con il pubblico e gli ospiti.

Durante l’Open Studio, l’artista porta tracce nuove e passate della sua ricerca sul ricamo utilizzando la metafora del filo come legante possibile tra differenti piani linguistici, umani e comunitari. Il laboratorio è realizzato in collaborazione con Indisciplinarte/Terni Festival  

 

Il laboratorio si svolgerà tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.00, l’accesso è gratuito ed è aperto a un massimo di 10 partecipanti. Per iscriversi, inviare una mail a info@itinerariparalleli.org indicando nome, cognome, età. 

 

Muna Mussie Artista eritrea attiva tra Bruxelles e Bologna. Inizia la sua carriera formandosi nelle discipline teatrali, la sua produzione artistica si muove al confine tra performing e visual arts. In occasione di Open Studio utilizzerà alcune opere del suo repertorio di performance e installazioni, per proporre una riflessione sul nostro tempo, mettendo in evidenza visioni e contraddizioni. Aprirà il suo studio, in particolare, agli studenti interessati ai linguaggi performativi e alle arti applicate.

 

Proiezioni film documentari

di e a cura di Rossella Schillaci

7-9 ottobre dalle 21.00, Sagrestia, Chiesa del Carmine

 

I film riescono a mostrare mondi spesso nascosti e personaggi emblematici, che lo  spettatore può conoscere da vicino. Durante l’Open Studio verrà proposta la proiezione di alcuni di film documentari che, attraverso le storie dei suoi protagonisti, riflettono su cosa sia l’identità, individuale e di una società, su come cambi e si adatti ai tempi e ai luoghi, cercando la convivenza tra comunità diverse.  Le proiezioni offriranno anche lo spunto per dialogare sulla nostra società e su come viene vista da diverse prospettive. Le proiezioni sono realizzate in collaborazione con RAI- Royal Anthropological Institute e Lab 80.

 

VJESH (SINGING)

7 ottobre ore 21.00-23.00

 

Vjesh nella lingua arbëreshe significa canto. E’ eseguito da donne, che quasi lo urlano: esprimono con esso le asprezze e le difficoltà della loro vita. Il canto è lo spunto per raccontare due comunità lucane soprattutto dal punto di vista delle donne, per capire qual è il rapporto tra individui e tradizioni, tra oblio e accettazione. Le donne protagoniste del film raccontano in modo intenso, con coraggio ed estrema ironia, le loro storie di migrazioni e di ritorni, e il loro rapporto – a volte sofferto – con le antiche tradizioni.

Segue conversazione con Nicola Scaldaferri, docente di musicologia, Università degli Studi di Milano Statale.

 

OTHER EUROPE

8 ottobre ore 21.00-23.00

 

Centinaia di rifugiati somali, eritrei ed etiopi occupano per un anno una vecchia clinica abbandonata, nel cuore di Torino. Hanno tutti un permesso di soggiorno regolare e hanno viaggiato tra mille difficoltà per conquistarsi in Europa una vita migliore. Il film segue le loro vicende nell’arco di un anno, per mostrare le speranze di alcuni giovanissimi rifugiati, in un racconto che ci rivela da vicino, con sguardo intimo e partecipe, una storia collettiva fatta di sogni e integrazioni, di sfide quotidiane e disillusioni. Una storia ancora oggi più che mai attuale, che ci aiuta a riflettere anche sulla nostra società italiana, divisa tra aiuti solidali e paure razziste, nel tentativo di costruire un’altra Europa in grado di convivere con culture diverse.

 

LIBERE

9 ottobre ore 21.00-23.00

 

Qual è stato il ruolo delle donne nella Resistenza italiana? Il film racconta, con materiali inediti e le voci delle stesse protagoniste, cosa ha significato per le donne quel periodo di lotta, combattuta anche e soprattutto per la loro stessa liberazione all’interno della società italiana. 

La lotta è vista anche come emancipazione, dove si acquista una maggiore libertà sessuale e si richiede la parità nel lavoro e nella famiglia. Il film racconta anche cosa accade dopo la Liberazione, cosa hanno ottenuto le donne, le promesse sono state mantenute? Le loro riflessioni, a volte amare, mettono in luce un pezzo della nostra storia spesso dimenticato, e ci aiuta a capire meglio perché il fascismo è ancora presente nella nostra società. Segue dibattito con gli artisti degli open studio Presente Plurale – a cura di Itinerari Paralleli – per interrogarsi sul termine resistenza ed emancipazione femminile secondo prospettive culturali differenti.