Una nuova veste per la cultura

Una nuova veste per la cultura

Tecnologia come opportunità o necessità?

16 Aprile 2020 -  Arte & Cultura
10' di lettura

Il settore artistico e culturale è stato tra i primi a risentire delle conseguenze che ci impone questo periodo di distanza sociale e di responsabilità. Eppure è stato il settore che ha provato a reinventarsi con maggiore velocità, entrando nelle nostre case in forme nuove e inedite. 

Direttamente dai balconi, con le voci degli artisti e musicisti che suonano per i vicini, oppure dai social network, dai siti web o per posta grazie ai servizi di consegna attivati dalle librerie.

Sono moltissime le iniziative avviate: mostre virtuali, rubriche, progetti di e-learning, storie per bambini, cinema d’autore, letture di poesie e grandi classici, teatro online (una lista delle iniziative intercettate sono al termine del blog e potrà essere arricchita dalle vostre segnalazioni).

Così la cultura raggiunge nuovi pubblici. Arriva con più facilità a bambini, famiglie, anziani, ammalati, attraverso la sperimentazione di nuovi formati e modelli di interazione nella speranza che musei, artisti e progetti scoperti dal proprio divano, possano stimolare la curiosità  e interesse a conoscere quel luogo o esibizione da vicino, una volta che tutto sarà finito.

Cultura, un settore da sempre resiliente

La velocità con cui il settore si è adattato a questo cambiamento è impressionante e, se qualcuno avesse avuto ancora qualche dubbio, è l’ennesima conferma della resilienza e la capacità creativa degli operatori della cultura.

Alcuni parlano di questo periodo come un’enorme opportunità di trasformazione. Il divario digitale ancora esistente, le differenze sociali ancor più accentuate, la solidarietà, la riduzione dell’inquinamento nelle città, la sanità che cura tutti o solo alcuni, i sacrifici che comporta la distanza sociale, i mancati abbracci, ci rendono maggiormente consapevoli e aprono le porte per la costruzione di un nuovo futuro.

Qual è dunque il ruolo della tecnologia, da qualcuno definita ‘dell’isolamento’ in questa prospettiva?

Chi lavora nella cultura osserva, con sofferenza. Non solo a causa dei mancati introiti derivanti dalla bigliettazione, dall’impossibilità di lavorare ai soliti ritmi che mette in ginocchio il settore, specialmente le realtà più piccole, in Italia e all’estero ( qui i dati pubblicati dal Creative Industries Policy & Evidence Centre e Nesta sull’impatto del COVID-19 sul settore artistico e culturale a Londra). Osserva con sofferenza l’impossibilità di stare insieme, di riempire gli spazi di pensieri, musica e persone, di vivere, di essere liberi.

La tecnologia che abilita la fruizione della cultura

Ci stiamo abituando ad una nuova libertà che potrebbe far ripensare al concetto di densità nei luoghi e nelle città. La prossimità che ci ha sempre salvati in momenti difficili oggi ci rende fragili; anche se questo scenario potrebbe essere assolutamente temporaneo, come ci auguriamo, ci costringe a pensare a soluzioni diverse che vadano di pari passo con la fruizione della cultura come l’abbiamo sempre immaginata e la cultura virtuale; che non sia solo un consumo passivo ma ci permetta interazioni umane come nella vita reale, che ci permetta di partecipare.

Per evitare situazioni in cui la tecnologia diventa uno strumento alienante, ma al contrario, un mezzo per restare uniti. A questo proposito cito l’iniziativa Alfabeto Pandemico promosso da Lo Stato dei Luoghi, che invita le persone a descrivere le parole che più rappresentano il presente e futuro che viviamo oggi, rivestite di una nuove identità; o ancora il progetto ‘Mi manca il teatro perchè..’ di Spazio Kor.

Stiamo vivendo un momento speciale in cui possiamo pensare alla tecnologia come opportunità di connessione e non solo come necessità. Per capire le reali implicazioni ci siamo confrontati con Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino e con Daniele Citriniti di OFF TOPIC.

D – In questi giorni avete lanciato due diverse iniziative, “Le passeggiate del Direttore”, una serie su youtube per esplorare le sale del Museo Egizio; “Storie in Cameretta” (iniziativa ideata per le famiglie) e “StayOn” (progetto nazionale per portare la musica dal vivo nelle case). Quanto per voi la tecnologia è stata una necessità piuttosto che un’opportunità? Pensate possa rappresentare un’opportunità oggi e in futuro? Perché?

Christian Greco: Un format nuovo, quello delle mie video-passeggiate online, che nasce dalla felice esperienza “fisica” avviata da tempo Museo Egizio: durante la regolare apertura, le “passeggiate del Direttore” sono uno degli appuntamenti speciali più apprezzati dal pubblico che, su prenotazione, visita la collezione con me compiendo, ogni volta, un differente approfondimento tematico. Ma con la momentanea e forzata chiusura delle sue sale, abbiamo scelto di riproporle in versione digitale, offrendo questa serie di miei interventi video, due puntate settimanali di alcuni minuti, disponibili sul canale YouTube del Museo ogni giovedì e sabato.

Un’iniziativa che si inserisce però in un contesto già piuttosto strutturato, non solo per l’abituale ricorso alla distribuzione di contenuti divulgativi e didattici che il Museo fa attraverso i social e il web, ma anche in virtù dalla convinta strada intrapresa in passato verso la digitalizzazione della collezione, rendendo ad esempio disponibile l’intera galleria fotografica dei reperti, permettendo di esplorare la collezione papirologica con il progetto TPOP, oppure creando la visita virtuale della mostra Archeologia Invisibile.

Da sempre ritengo che il Museo Egizio debba essere un patrimonio condiviso e appartenente a tutti ed è per doveroso renderci accessibili e metterci a disposizione della comunità con gli strumenti offerti dalla tecnologia, ancor più in questo momento in cui siamo chiusi al pubblico e costretti a rimanere nelle nostre case.

Daniele Citriniti:  Abbiamo ideato Storie in Cameretta e abbiamo partecipato a StayON per non interrompere la nostra offerta culturale, nonostante la chiusura forzata,  per offrire un supporto alla community di OffTopic in questi giorni di difficoltà nei quali il valore dell’aggregazione è messo a dura prova.

Siamo partiti quindi pensando a tutte quelle persone che seguono e frequentano il nostro spazio e che in questo momento sono a casa con bambini piccoli e devono necessariamente aggiungere al ruolo di genitore anche quello di insegnante, amico, allenatore. La giornata di un genitore in questo periodo sappiamo essere davvero impegnativa. Con Storie in Cameretta abbiamo pensato di proporre un contenuto a supporto di queste famiglie che, numerose e da tutta Italia, ci hanno sorpreso diventando pubblico fisso del nostro format.

Storie in Cameretta è sviluppato in collaborazione con Associazione Culturale STAR e Bufò: Libreria per giovani menti e condotto dall’ eroica Marta Zotti. Subito dopo Storie in Cameretta ci siamo occupati della nostra mission principale, la performance, ideando il format On Topic che successivamente – in rete con l’associazione di categoria dei club e dei festival musicali italiani KeepON e in collaborazione con altre realtà d’Italia che si stavano muovendo nella stessa direzione – si è trasformato diventando il progetto di rete nazionale “StayON”, per riaccendere le luci sui palchi, mantenere il ruolo fondamentale della musica per il comparto culturale e sostenere preziose raccolte fondi per l’emergenza sanitaria nazionale.

La tecnologia oggi ci sta permettendo di unire tantissimi luoghi, artisti e amanti della musica in un’unica comunità virtuale che condivide, aggrega, studia, ama e conosce. Questo modello di riappropriazione dell’identità in un mondo virtuale avrà avuto efficacia se sarà conservato con cura, fatto proprio e poi restituito nel mondo reale.

La tecnologia, come qualsiasi altra grande risorsa frutto dell’evoluzione umana, è un’opportunità solo se studiata a fondo in tutte le sue forme, se noi diventiamo artefici consapevoli del mondo digitale e sfruttiamo il potenziale della rete in maniera positiva sia on-line che off-line.

Sul futuro stiamo pensando. Se potrà essere davvero un’opportunità lo scopriremo quando torneremo ad incontrarci fisicamente. Solo allora potremo conoscere il risultato di questo grande test di massa.

D – Quali sono le condizioni perché iniziative sperimentali di questo tipo possano avere un seguito post-Covid (anche economiche)? Immaginate di proseguire con i format o di sperimentarne altri, sempre digitali, anche una volta che riapriranno i luoghi della cultura?

Christian Greco: La digitalizzazione di una collezione museale non può e non deve rappresentare un’alternativa alla visita, al confronto diretto le sale espositive e con i reperti esposti, ne è piuttosto un elemento integrativo in grado di preparare preventivamente alla fruizione del Museo, oppure di mantenere un legame successivamente, un aggiornamento costante di informazioni e contenuti, raggiungendo tutti i pubblici potenziali, al di là della prossimità fisica e delle condizioni socio-economiche.

Daniele Citriniti: Stiamo valutando varie possibilità. Di sicuro post-Covid un elemento importante sarà la sostenibilità, da tutti i punti di vista. Per noi di Off Topic è una missione dichiarata da tempo. Il primo argomento per tutti sarà quello della sostenibilità economica, per questo motivo pensiamo che sarà opportuno riappropriarsi di alcuni diritti economici anche in relazione alla tecnologia. Ogni giorno regaliamo a multinazionali della tecnologia diritti e valore che vengono convertiti in potere economico. Il digitale dovrà convertire economicamente in maniera trasversale per poter diventare opportunità sociale e non elemento di ulteriore disuguaglianza tra le persone.

Il nostro comparto sarà complessivamente compromesso a tutti i livelli, da un punto di vista economico e creativo. Oggi diventa fondamentale, finalmente aggiungerei, comprendere per davvero se il comparto culturale gioca un ruolo di player strategico nella scena politica ed istituzionale. Siamo un settore “resistente” per definizione, continueremo a produrre, inventare e investire giocando questa partita fino all’ultimo respiro perché conosciamo molto bene il valore concreto che portiamo nel riequilibrare un modello di società basata sull’investimento a breve termine e sulle bolle economiche.

Per noi sono necessari altri presupposti. Un progetto culturale è come un albero. Ha bisogno di cura, tempo, fiducia e buone pratiche per germogliare e poi diventare forza della natura. Sicuramente proseguiremo, sperimenteremo e lotteremo, ma non per tornare alla normalità, per cambiare. Inutile dire che ogni singolo da solo non può farlo, deve diventare una rivoluzione culturale di massa.

D- C’è qualcosa che avete imparato o pensate imparerete da questa esperienza?

Christian Greco: Un’esperienza come questa è indubbiamente destinata a mutare le dinamiche sociali e psicologiche delle nostre comunità e, in quanto parte attiva e viva di tali comunità, anche i musei ne trarranno insegnamento per ripensarsi e reinventarsi, per ridefinire il proprio perimetro d’azione e le proprie modalità di interazione col pubblico.

Dinanzi a uno scenario di crisi che minaccia fortemente i nostri bisogni primari e materiali, la cultura si sta affermando per la funzione identitaria che esprime, quale parte integrante della nostra esistenza, e sono convinto che il suo ruolo ne uscirà rafforzato.

Daniele Citriniti: Abbiamo imparato tantissimo, abbiamo riempito le nostre giornate di storie, belle e dolorose, entusiasmi, gratitudini reciproche e scoperte sensazionali. Nasciamo curiosi ed eterni pionieri alla scoperta di qualsiasi orizzonte ci si possa porre davanti, ma amiamo farlo insieme. Questo già lo sapevamo, ma durante questo momento davvero distopico ci siamo ancor di più resi conto di quanto fare, per fare insieme, sia davvero la chiave.

Non sarà mai possibile fare insieme se si parte dall’obiettivo di accontentare o generare consenso, come spesso accade nella accezione più “buonista”. L’unica vera modalità di fare per fare insieme è cominciare a costruire, gettare la prima fila di mattoni, prendendosi la responsabilità di condividere il proprio risultato e da lì ripartire allargando il cerchio, con nuove forze e nuove idee. Fare insieme non può prescindere dalla fiducia e dalla buona fede. Pensate se ogni singolo ragionasse in questi termini cosa potrebbe succedere al nostro piccolo Mondo e a quanto saremmo migliori come Umanità.

Iniziative in corso

Nonostante le numerose ricerche, stiamo vivendo qualcosa di totalmente nuovo e nessuno può sapere cosa succederà nei prossimi mesi o anni.

Nella speranza di poter rivisitare, riempire e animare il prima possibile i luoghi e spazi della cultura, avremo nell’attesa imparato tanto da questo momento.

Avremo sperimentato nuove iniziative, avremo capito l’importanza della socialità e della possibilità di rimanere connessi con il mondo. Come disse Rita Levi Montalcini  nel 2008, all’età di 100 anni, quando fu intervistata da Concita De Gregorio: “la più grande invenzione del ‘900? È internet”. Oggi non potremmo essere più d’accordo.

Abbiamo raccolto qui alcune bellissime iniziative che le organizzazioni artistiche e culturali hanno avviato in questi giorni di quarantena.

La lista non è esaustiva, vi invito a scriverci a info@nestaitalia.org se desiderate segnalare altri progetti.