Osservare il cambiamento

Nella primavera 2020 abbiamo annunciato un traguardo importante per il nostro lavoro sul fronte dell’inclusione sociale:  la vittoria del Bando Civica 2019, che ci ha permesso di costruire un progetto sfidante, ambizioso e di collaborare con associazioni del Terzo Settore, Musei e imprese del settore culturale.

Dopo una serie di battute d’arresto imposte dalla pandemia e ripensamenti su come dare avvio alle attività in sicurezza, nell’estate abbiamo potuto realizzare – nel pieno rispetto delle misure anti Covid-19 –  la prima fase di “Ritorno al Futuro”, organizzando dei percorsi museali a Torino e una serie di esplorazioni urbane a Genova.

Dall’osservazione delle attività abbiamo provato a dare delle risposte concrete a una serie di obiettivi di accessibilità, attivazione e appartenenza per i cittadini con background migratorio in situazioni di fragilità economica, sociale e precarietà giuridica.

In questo blog post vogliamo condividere alcune riflessioni e apprendimenti emersi dall’analisi dei dati rilevati e una piccola anticipazione sui prossimi step.

La sfida dell’accessibilità

“Accessibilità”è la caratteristica di un dispositivo, di un servizio, di una risorsa o di un ambiente d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi tipologia d’utente. Partendo da questa definizione, i percorsi attivati a Torino e Genova sono stati costruiti per essere accessibili sia dal punto di vista economico che dal punto di vista organizzativo, mettendo a disposizione informazioni comprensibili sulle aperture, gli orari di permanenza, le modalità per accompagnare la fruizione. 

E’ stato essenziale, per questo,  il ruolo dei leader di comunità, cittadini con background migratorio che organizzano percorsi culturali per altri cittadini con background migratorio, per rendere maggiormente accessibile la comprensione linguistica ed empatica dei percorsi proposti. 

I leader di comunità valorizzano l’identità sociale complessa dei destinatari diretti, accrescono benessere e senso di appartenenza alla comunità grazie all’accompagnamento nella rielaborazione narrativa della propria esperienza di vita con gli episodi storico culturali della storia contemporanea italiana ed europea e sono in grado di coinvolgere persone anche in situazione di svantaggio socio economico (ad esempio famiglie in condizione di povertà materiale).

Questi leader sono intercettati dalle Associazioni partner – Generazione Ponte (Torino) e Nuovi Profili (Genova) –  all’interno delle reti di prossimità create negli anni (luoghi culturali, luoghi di culto, enti della diaspora migratoria, etc.) Con la loro presenza,  hanno garantito un’esperienza accogliente e stimolante, prendendosi cura della mediazione linguistica e culturale. 

La partecipazione costante e continuativa dei leader alla pari, che si sono distinti per la responsabilità e collaborazione verso il progetto,  li ha resi di fatto veri e propri co-organizzatori delle azioni.

L’importanza di monitorare i cambiamenti sociali generati

Al termine di ognuno dei tre percorsi a Torino e Genova ai partecipanti è stato proposto un questionario per monitorare nel tempo l’andamento del l’esperienza e far emergere in forma evidente il valore sociale generato

Potete consultare tutti i dati rilevati all’interno del report che trovate in allegato in questa pagina.

Il coinvolgimento emotivo che innesca l’attivazione civica

Dall’analisi dei dati è emerso un generale atteggiamento propositivo e positivo in relazione alla comprensione dei temi affrontati, all’ interesse verso i contenuti e le attività (dal 93% al 100% di feedback positivi). Interessante, poi, l’aspetto del coinvolgimento emotivo (89% dei partecipanti ha dichiarato di aver provato emozioni durante le attività) e del collegamenti con la storia di riferimento.

Molto probabilmente è proprio il fattore emotivo a determinare un cambiamento di prospettiva dalla fruizione all’attivazione, il passaggio dal ruolo di beneficiari a quello di cittadini attivi. Lo confermano i dati relativi all’ultima domanda rivolta all’interno del questionario: il 100% dei e delle partecipanti a Genova e l’87% a Torino ha dichiarato la propria disponibilità ad impegnarsi come leader alla pari nelle prossime attività del progetto.

Un nuovo senso di appartenenza

I percorsi di visita nei musei di Torino e quelli nella città di Genova sono stati pensati per offrire ai partecipanti sia occasioni di apprendimento di un nuovo bagaglio storico e culturale del territorio, sia un’occasione di socializzazione e l’opportunità di sperimentarsi fuori dai luoghi e dalle comunità della vita quotidiana. 

Sia a Torino che a Genova, infatti, quasi la totalità dei e delle partecipanti ha apprezzato l’opportunità di vivere l’esperienza museale in gruppo piuttosto che individualmente. In entrambe le città questa modalità è stata particolarmente valorizzata come occasione per conoscere facilmente nuove persone e di poter rinsaldare e rafforzare la propria rete sociale.

La scoperta di dettagli inediti della storia e delle tradizioni delle città ha favorito un maggiore avvicinamento ai codici culturali condivisi e ha permesso ai partecipanti di avvertire un nuovo senso di inclusione e appartenenza alle città che, di fatto, rappresentano il luogo di un nuovo percorso di vita per molte persone.

Dal confronto con questi codici culturali, inoltre, sono più volte emersi punti di contatto e diversità tra i territori di origine e quelli di arrivo, osservati in ottica positiva nei termini di una ricchezza culturale che può coesistere nel presente, attivando nuove narrazioni positive nel tessuto sociale in cui ci si riconosce. Un aspetto, questo, fondamentale soprattutto per le seconde generazioni.

Cosa faremo dopo? 

L’obiettivo dei prossimi mesi sarà consolidare i legami e le sinergie attivati sui territori di Torino e Genova con le comunità e le istituzioni culturali coinvolte, per garantire quanto più possibile la durata nel tempo dei risultati positivi osservati in questa prima fase.

Nella seconda fase del progetto, invece,  saremo impegnati, insieme ai partner BAM! Strategie Culturali e Dunter e alla rete Museomix Italia, nell’implementazione di percorsi di co-produzione e maratone creative che aggiungeranno un nuovo livello al coinvolgimento diretto dei beneficiari.

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