NGI Forward: a che punto siamo?

Il progetto europeo  NGI Forward ha durata triennale ed è animato da un consorzio di partner internazionali, che ha l’obiettivo di guidare la strategia della Commissione Europea nella definizione dell’Internet di futura generazione.

In attesa del Policy Summit di Amsterdam (28-29 Settembre 2020) – che segna il traguardo di metà percorso – analizziamo i risultati raggiunti finora e scopriamo i prossimi passi del progetto.

NGI Forward: il progetto in sintesi

Credits: Nasa on Unsplash

NGI Forward è il braccio strategico e di supporto alle politiche promosse dall’iniziativa di punta Next Generation Internet (NGI) della Commissione Europea, che mira a costruire entro il 2030 una Internet più democratica, inclusiva, resiliente, sostenibile e affidabile. Il progetto è strutturato in 5 fasi:

  • Mappatura delle sfide. Identificazione dei problemi maggiori affrontati dalla società in relazione all’assetto attuale di Internet e delle altre tecnologie.
  • Mappatura dell’ecosistema. Identificazione delle principali tecnologie per sostenere l’Internet di prossima generazione, creare connessioni tra gli attori e le iniziative esistenti.
  • Definizione degli obiettivi. Definizione degli obiettivi chiave che guideranno lo sviluppo di una internet più umano-centrica, informando le decisioni in materia normativa e tecnologica.
  • Visione condivisa della Internet del Futuro. Definire una visione condivisa a livello Europeo per l’Internet del futuro, stabilendo un quadro teorico di riferimento per concretizzarla.
  • Pianificazione strategica. Definire una serie di piani operativi concreti e solide raccomandazioni normative per raggiungere la configurazione stabilita per la internet di prossima generazione.

I progressi raggiunti

Credits: Volodymyr Hryschenko on Unsplash

Mappatura delle sfide 

Utilizzando la mappatura degli argomenti basata sui dati, il contributo di esperti e la nostra analisi, abbiamo raccolto dieci sfide chiave che riteniamo debbano essere affrontate per costruire una Internet più incentrata sull’uomo. Queste dieci sfide possono essere divise in tre categorie, a seconda della caratteristica principale a cui si riferiscono:

1- Resilienza: Infrastruttura equa e sostenibile; Cybersecurity; Infrastrutture di informazione affidabili; Identità digitali e fiducia.

2- Inclusività: Decentralizzazione del potere; Diritto di non-partecipazione e autogoverno; Sovranità dei dati.

3- Democrazia: Etica dell’Intelligenza Artificiale, Internet diversificata e sicura, Internet aperta e accessibile.

Per scoprire di più sulle 10 sfide mappate, potete leggere questo approfondimento.

Mappatura dell’ecosistema

Una volta che le sfide sono state mappate, abbiamo proceduto all’identificazione dei progetti e delle politiche esistenti per affrontarle e coinvolgere i principali attori nella discussione. Queste iniziative e tendenze forniscono le basi e un punto di partenza per il progetto NGI, con alcuni argomenti che hanno già creato un seguito, mentre altri stanno iniziando a emergere. Ecco quattro delle aree principali in cui sono state mappate le iniziative relative alla futura Internet:

1- Sostenibilità e TIC (Tecnologie di Informazione e Comunicazione) ecologiche

Nel Dicembre 2019 la Commissione Europea ha lanciato lo European Green Deal, con l’obiettivo di ricercare soluzioni digitali per accelerare la trasformazione ecologica. In questo quadro di riferimento, a Marzo 2020 è stato emanato un Piano d’Azione per la nuova Economia Circolare, focalizzato nell’affrontare il problema della produzione e consumo insostenibile di prodotti elettronici. A questo proposito, la Commissione europea ha annunciato che stabilirà norme per proteggere i consumatori dall’obsolescenza indotta di dispositivi digitali e software. Le iniziative pianificate includono leggi per garantire che i consumatori ricevano informazioni affidabili e pertinenti sui prodotti nel punto vendita (durata della vita, disponibilità di servizi di riparazione e pezzi di ricambio), per stabilire requisiti minimi per i marchi di sostenibilità e per stabilire il “diritto alla riparazione” , che copre la disponibilità di pezzi di ricambio o l’accesso alle riparazioni e, nel caso delle TIC e dell’elettronica, ai servizi di aggiornamento.

Sempre all’area della sostenibilità delle tecnologie fanno riferimento alcune questioni fondamentali, come l’impatto ambientale dei centri di raccolta e gestione dei dati – secondo Ander Andrae, Ricercatore Senior presso Huawei, entro il 2025 i centri per la raccolta dati consumeranno circa il 33% dell’energia elettrica globale; i vantaggi ambientali e sociali derivabili dall’adozione di caricatori universali (come dimostrato da una valutazione d’impatto pubblicata a Gennaio 2020), la scarsità di materiali grezzi adoperati nella produzione di dispositivi elettronici, oggi spesso associati a rischi di approvvigionamento elevati per l’UE, forte dipendenza dalle importazioni da un piccolo numero di paesi e mancanza di alternative praticabili e alle condizioni pericolose e spesso dannose per l’ambiente in cui vengono estratte in paesi extra-UE. Nel marzo 2020 è stato annunciato un piano d’azione sulle materie prime essenziali nell’ambito della “Nuova strategia industriale per l’Europa”.

2- Intelligenza Artificiale

Le più recenti direttive europee in materia di Intelligenza Artificiale si trovano descritte nel White Paper on Artificial Intelligence pubblicato a Febbraio 2020 e all’interno dei report prodotti dal  High-Level Expert Group on AI (AI HLEG).  Ecco sei azioni che il white paper della Commissione Europea ha identificato per promuovere una più ampia adozione dei sistemi di IA:

  • Azione 1: rivedere e adottare un piano coordinato sull’IA da parte degli Stati membri entro la fine del 2020.
  • Azione 2: facilitare la creazione di centri di eccellenza e di prova che combinino investimenti europei, nazionali e privati.
  • Azione 3: attirare i migliori professori e scienziati nelle principali università e offrire programmi di master leader a livello mondiale dell’IA.
  • Azione 4: istituire almeno un hub di innovazione digitale per Stato membro con un alto grado di specializzazione sull’intelligenza artificiale.
  • Azione 5: istituire un nuovo partenariato pubblico-privato in AI, dati e robotica per combinare gli sforzi e garantire il coordinamento della ricerca e dell’innovazione nell’IA.
  • Azione 6: sostenere gli appalti pubblici dei sistemi di IA e contribuire a trasformare gli stessi processi di appalti pubblici.

Il white paper non propone azioni specifiche ma un’elaborazione dettagliata delle motivazioni alla base degli interventi normativi. Crea una divisione categoriale tra applicazioni ad alto rischio e non ad alto rischio e propone possibili strade per la prevenzione e rimedi su (1) dati di formazione; (2) conservazione e tracciamento dei dati; (3) informazioni da fornire; (4) robustezza e precisione; (5) controllo umano; (6) requisiti specifici per particolari applicazioni di intelligenza artificiale (ad esempio, quelli utilizzati ai fini dell’identificazione biometrica remota). Il percorso più chiaro per attuare le misure legislative che regolano l’IA è attraverso la revisione del GDPR che dovrebbe essere proposta quest’anno o attraverso strumenti normativi che devono essere rivisti in materia di leggi sui consumatori e sulla responsabilità del prodotto.

2.1 Etica dell’Intelligenza Artificiale

Il gruppo AI HLEG ha pubblicato le linee guida per un approccio incentrato sull’uomo sull’intelligenza artificiale, che elencano 7 requisiti chiave che i sistemi di intelligenza artificiale devono soddisfare per essere affidabili:

1- Agenzia umana e controllo, compresi diritti fondamentali, agenzia umana e controllo umano.

2- Robustezza tecnica e sicurezza, compresa la resilienza agli attacchi e alla sicurezza, piano di fallback e sicurezza generale, accuratezza, affidabilità e riproducibilità.

3- Privacy e governance dei dati, compreso il rispetto della privacy, della qualità e dell’integrità dei dati e dell’accesso ai dati.

4- Trasparenza, inclusa tracciabilità, spiegabilità e comunicazione.

5- Diversità, non discriminazione ed equità, compresa la prevenzione di pregiudizi sleali, accessibilità e design universale e partecipazione delle parti interessate.

6- Benessere sociale e ambientale, compresi sostenibilità e rispetto dell’ambiente, impatto sociale, società e democrazia.

7- Responsabilità, compresa la verificabilità, la minimizzazione e la comunicazione di effetti negativi, compromessi e mezzi di ricorso.

3- Identità virtuale

Esistono credenziali di identità elettronica (eID) per consentire interazioni e transazioni elettroniche sicure e senza soluzione di continuità tra cittadini, imprese e autorità pubbliche. L’attuale panorama dell’eID in Europa e nel mondo consiste in un mix di sistemi di gestione delle identità diversi e sovrapposti, che tutte le parti interessate aspirano a unificare sotto un unico sistema che controlleranno.

 


 

Schemi di Identità Digitale nel 2020

Accessi federati (garanzia inferiore): es. account Facebook, Google

Accessi federati (garanzia maggiore): es. Amazon, PayPal, Apple ID

Gestione dell’accesso all’identità dei consumatori (CIAM) più servizi

Schemi di identità dei cittadini: eIDAS (EU), Verify (UK), Aadhar (India)

ID basati su app per dispositivi mobili: Yoti, Verified.me

ID decentralizzati o identità autonoma (SSI)

 


 

Perché l’eID funzioni in modo efficace, devono essere considerati attendibili dalle parti e ampiamente riconosciuti. Per rafforzare la fiducia e promuovere l’adozione di standard comuni, nel 2014 la Commissione europea ha adottato il regolamento eIDAS, che garantisce che le persone e le imprese possano utilizzare i propri schemi nazionali di eID per accedere ai servizi pubblici in altri paesi dell’UE in cui sono disponibili eID.

Gran parte dell’attuale dibattito sui sistemi di identità digitale ruota attorno alla questione dei sistemi decentralizzati rispetto a quelli centralizzati e sia le soluzioni blockchain che quelle non blockchain sono consentite in eIDAS. Tuttavia, nella sua versione attuale eIDAS rende i sistemi centralizzati un requisito di fatto a causa del modo in cui ha cercato di fornire una copertura unificata del riconoscimento automatizzato in tutta l’UE.

4- Interoperabilità e portabilità dei dati

Lo scopo della portabilità dei dati è prevenire una situazione in cui un utente rimane in ostaggio di un servizio che detiene i suoi dati. Consente inoltre una concorrenza più equa tra i fornitori consentendo ad altri fornitori di presentare offerte concorrenti per i prezzi in base ai dati di utilizzo effettivi.

Il concetto correlato di interoperabilità si riferisce al formato in cui i dati sono resi portatili, il che dovrebbe facilitarne l’accesso e l’uso da parte di soggetti diversi dal fornitore di origine. In questo regolamento (26 giugno 2019), la portabilità dei dati è un diritto del “collaboratore dei dati” dal quale un requisito di interoperabilità con l’altra parte può o non può essere esplicitamente derivato.

“Portabilità dei dati” e “interoperabilità” sono termini utili per inquadrare un problema inerente alla digitalizzazione, che si riscontra in quasi tutti i settori: la necessità di garantire che i diritti relativi ai dati siano parte integrante del rapporto tra parti disuguali. In questa fase, i diritti di portabilità dei dati del GDPR non sono ancora supportati da un requisito legalmente applicabile all’interoperabilità, pertanto la decisione e l’applicazione di standard di interoperabilità accettabili sono per lo più lasciati alla decisione dei tribunali.

Definizione degli obiettivi: otto obiettivi per una rete incentrata sull’uomo

Successivamente al lavoro sulla sfida e la mappatura degli ecosistemi, NGI Forward ha definito otto obiettivi chiave per realizzare una rete più “incentrata sull’uomo” e per informare la nostra politica e la nostra ricerca tecnologica. Potete scoprirli qui.

I prossimi passi

Il 28 e 29 settembre 2020, la città Amsterdam ospiterà il Next Generation Internet Policy Summit. Questo importante evento riunirà una coalizione di professionisti in materia di Internet, per delineare una ambiziosa visione europea per il futuro di Internet ed esplorare gli interventi politici e le soluzioni tecniche che possono aiutarci a realizzarla.

Il vertice è rivolto a responsabili politici locali, nazionali e internazionali, ma accogliamo con favore anche ricercatori, innovatori e organizzazioni della società civile che possono condividere idee pratiche per una rete più incentrata sull’uomo.

Basandosi sulle basi fornite dalla NGI Forward research, la discussione al Summit tratterà cinque argomenti principali:

    • Fiducia e identità: come possiamo dare ai cittadini il controllo sui propri dati e aiutarli a ritrovare la fiducia nelle interazioni online? Come possiamo sfruttare al meglio le opportunità offerte dai nuovi modelli di identità e decentralizzazione online per aiutarci a farlo?
    • Sostenibilità e resilienza: come possiamo sfruttare la connettività e le tecnologie intelligenti per costruire un Internet più sostenibile, resiliente e di origine etica e come possiamo ridurre al contrario l’impronta ambientale delle infrastrutture su cui si basa Internet stesso?
    • Nuovi modelli per l’economia dei dati: come possiamo rispondere all’estrema centralizzazione del potere nell’odierna economia di Internet e al dominio dei modelli di business che favoriscono la concentrazione e lo sfruttamento dei dati personali? Come possiamo aiutare modelli alternativi di governance e proprietà, come i dati comuni e i trust, avere successo?
    • Intelligenza collettiva: come si può aumentare l’intelligenza collettiva attraverso tecnologie emergenti per identificare problemi o soluzioni, mobilitare i cittadini e risolvere i tipi di sfide sociali che gli individui o la tecnologia da soli non possono?
    • Inclusione: come possiamo garantire che il futuro di Internet sia più inclusivo, rappresentativo e incentrato sull’uomo? Come può contribuire ad abbattere le barriere economiche, culturali e politiche e contribuire all’integrazione europea?

Siete interessati a partecipare? Potete registrarvi a questo link.

Stiamo anche lavorando a rapporti di approfondimento su alcuni argomenti specifici come la sostenibilità di Internet, l’identità digitale, le città intelligenti e gli appalti innovativi, al fine di informare il nostro lavoro nel definire una visione ampia per il futuro di Internet. Per non perdervi i prossimi aggiornamenti, continuate a seguirci!