La Cura che cambia

23 ottobre, 2018

Cosa?

La cura che cambia è un progetto di ricerca che riconosce e valorizza nuovi approcci sperimentali che utilizzano la tecnologia, soluzioni basate sull’utilizzo intelligente dei dati e iniziative promosse dalle comunità per migliorare la salute e il benessere delle persone e della collettività e per attivare processi collaborativi che rendono i sistemi sempre più sostenibili.

Il primo risultato di questo progetto è il report ‘La cura che cambia – Pratiche e culture di Salute Collaborativa in Italia’ frutto di un lavoro svolto da Nesta Italia in collaborazione con LAMA e WeMake, con il contributo di UniCredit.

Con questo report ci poniamo l’obiettivo di ridefinire l’approccio People Powered Health, così definito nel Regno Unito dall’Health Lab di Nesta, contestualizzandolo al territorio italiano. Per farlo, il report studia nuovi approcci innovativi alla salute (definiti “Salute Collaborativa”) che spesso nascono dal basso e stanno contribuendo al rimodellamento del sistema tradizionale di cura, portando un focus maggiore sulle esigenze, le risorse e le potenzialità della persona e della comunità.

Il report offre un framework concettuale di iniziative di Salute Collaborativa, identificando tre filoni principali: App & Device, People & Community e Open Care.

Al fine di  favorire l’innovazione del sistema e stimolare una maggiore sostenibilità, appropriatezza ed equità dei servizi e modelli di salute in Italia, abbiamo redatto una serie di raccomandazioni rivolte agli stakeholder.

 

Perchè? 

Il settore sanitario nazionale si trova oggi ad affrontare nuove sfide che impattano sulla sua capacità di offrire servizi di cura e assistenza adeguati. Prima fra tutte il crescente tasso d’invecchiamento della popolazione che mette a dura prova le risorse pubbliche, la gestione delle malattie croniche da parte delle strutture ospedaliere e un’alta pressione finanziaria con forti tagli alla spesa. È naturale interrogarsi su come il sistema sanitario si stia preparando per affrontare queste problematiche.

Nonostante la situazione piuttosto critica, l’avvento della tecnologia e le opportunità offerte dall’innovazione sociale, possono giocare un ruolo importante nel modo di gestire e affrontare la cura. Sebbene ancora poco valorizzate, le tecnologie digitali utilizzano dati e strumenti che creano conoscenza e permettono di migliorare i servizi, l’assistenza e l’autonomia delle persone.

Il sistema sanitario tradizionale funziona efficacemente quando deve risolvere situazioni di malattia acute o di emergenza, ma non è preparato ad offrire servizi di assistenza continuativa come quella richiesta da chi è affetto da malattie croniche e disabilità. Le lunghe liste d’attesa scoraggiano le persone a rivolgersi al SSN e questo crea problemi di accessibilità ai servizi aumentando le disuguaglianze.

Le iniziative di Salute Collaborativa non sostituiscono il sistema sanitario e sociale tradizionale, ma si pongono in modo sinergico e complementare per integrarsi e trasformare i servizi esistenti. Esse colmano alcune lacune del sistema, offrendo una visione di cura maggiormente incentrata sulle esigenze della persona e sul concetto di empowerment inteso come come il coinvolgimento attivo del paziente nelle “decisioni e azioni che riguardano la propria salute” (così definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità).

Promuovendo questi modelli di salute, Nesta Italia e i partner di progetto vogliono farsi promotori di un cambiamento che origina dal basso e che ha un forte potenziale di trasformazione del sistema.

 

E dopo?  

Il concetto di Salute Collaborativa e il relativo framework sarà importante per identificare le iniziative presenti sul territorio e offrire, in una seconda fase, supporto a quelle più promettenti. Il fine ultimo di questo progetto è quello di contribuire ad apportare un cambiamento sistemico nel settore sanitario.

 

Chi?

Il progetto di ricerca è promosso da Nesta Italia, WeMake e LAMA con il contributo di UniCredit.

 


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