Quali sono i progetti di Salute Collaborativa presenti sul territorio italiano?

Quali sono i progetti di Salute Collaborativa presenti sul territorio italiano?

11 Marzo 2019 -  Tech for good, Salute e invecchiamento
5' di lettura

Il 23 ottobre 2018 abbiamo lanciato il report ‘La cura che cambia – Pratiche e culture di Salute Collaborativa in Italia’ all’UniCredit Tower Hall di Milano.

La presentazione del progetto e i risultati del nostro lavoro di ricerca, realizzato in partnership con Agenzia LAMA, WeMake e con il supporto di UniCredit, è avvenuta durante un evento dedicato agli operatori del settore, associazioni di pazienti e terzo settore, policymaker, aziende e innovatori.

Il progetto di ricerca offre un framework di riferimento a tutta una serie di iniziative dal basso che introducono l’innovazione nel sistema della cura, utilizzando dati, tecnologie e approcci di comunità. Queste iniziative vengono definite nel report con il termine di ‘Salute Collaborativa’ e sono emerse negli ultimi anni per sopperire ad alcune problematiche che stanno mettendo a dura prova il sistema sanitario del nostro Paese.

Nel report abbiamo presentato 9 casi studio di Salute Collaborativa e fornito una serie di raccomandazioni a tre categorie principali di stakeholder: il sistema sanitario e i policymaker, il terzo settore e le aziende e gli innovatori.

Oggi vogliamo ‘aprire il report’ a tutti, invitando i rappresentanti di iniziative di Salute Collaborativa presenti sul territorio italiano a segnalare il proprio progetto qui.

Cosa si intende per iniziative di Salute Collaborativa?

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento di malattie croniche che si osservano in Italia creano molta pressione sul sistema sanitario nazionale, che si concentra sulla gestione delle ‘acuzie’ e fa fatica a far fronte alla crescente domanda di assistenza. La prima conseguenza sono i lunghi tempi di attesa per ricevere una cura, che scoraggiano il paziente e creano disuguaglianze tra chi può permettersi cure private e veloci e chi vi rinuncia, ponendo questioni sull’equità delle cure.

Dato questo contesto, abbiamo visto emergere negli ultimi anni una serie di iniziative dal basso che non si sostituiscono al sistema sanitario tradizionale, ma lo integrano trasformando i servizi esistenti e introducendo nuove pratiche e culture utili al suo rafforzamento.

La Salute Collaborativa – che rispecchia il concetto di People Powered Health introdotto nel 2011 dall’Health Lab di Nesta a Londra – è un approccio strettamente connesso al concetto di empowerment del paziente, definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come il coinvolgimento attivo del paziente nelle “decisioni e azioni che riguardano la propria salute”.

La Salute Collaborativa comprende quel tipo di innovazioni che danno centralità alla persona e ai suoi bisogni, la responsabilizzano e coinvolgono attivamente, valorizzando le dinamiche collaborative a vari livelli (tra medico e paziente, tra pazienti affetti dalla stessa patologia, tra professionisti, caregiver o membri di una certa comunità).

I tre elementi principali che caratterizzano iniziative di Salute Collaborativa in Italia sono:

  • Innovazione dei servizi: intesa come introduzione di tecnologie, nuovi modelli organizzativi e/o modalità di accesso
  • Empowerment del cittadino: ovvero il coinvolgimento attivo della persona nelle decisioni e azioni che riguardano la propria salute (prevenzione, cura e gestione malattia)
  • Attivazione della comunità: che promuovono la salute, nuove forme di solidarietà (es. solidarietà tra pari) e / o mutuo aiuto

All’interno delle 3 macro-categorie esposte sopra, abbiamo individuato diverse ‘componenti di innovazione’ presenti in misura e geometria variabile nelle soluzioni di Salute Collaborativa: la componente umana, la componente co-creativa, la componente tecnologica, quella organizzativa, informativa e di governance.

A seconda di come questi elementi si combinano e della loro presenza più o meno rilevante all’interno delle iniziative (il fattore abilitante), abbiamo identificato tre diversi filoni di Salute Collaborativa:

App & Device. Fattore abilitante: componente tecnologica a cui si unisce quella informativa e spesso anche quella umana. Amyko, la piattaforma per la gestione, condivisione e monitoraggio di dati sanitari in formato digitale creata dalla startup innovativa WeCare rientra in questa categoria. Altri esempi sono: TOMMI e Bimbe dagli occhi belli.

People & Community. Fattore abilitante: componente umana a cui si unisce quella organizzativa. Progetto Itaca ne è un esempio. È una fondazione che nasce nel 1999 grazie alla spinta di alcune famiglie, che si incontrano per condividere le proprie esperienze e trovare soluzioni condivise per la prevenzione, supporto e riabilitazione di persone affette da disturbi della salute mentale e le loro famiglie. Altri esempi sono: Centro Sociale Residenziale di Lastra a Signa e Progetto Escapes.

Open Care. Fattore abilitante: componente co-creativa a cui si unisce la governance aperta e le tecnologia. Hackability rientra in questo filone.  Nasce nel 2015 per far incontrare le competenze di designer, maker, artigiani digitali, con i bisogni (e l’inventiva) delle persone con disabilità e fare crescere delle comunità che, tramite la co-progettazione e l’uso di stampanti 3D, realizzano soluzioni che supportano le persone con disabilità nella vita quotidiana producendo inclusione sociale. Altri esempi sono: Open Rampette e Diario Elettronico degli Attacchi.

Quante sono le iniziative di Salute Collaborativa in Italia?

All’interno del report è possibile trovare approfondimenti su ciascuno dei nove casi studio emblematici che abbiamo citato. Tuttavia, i casi di Salute Collaborativa in Italia sono tanti e vorremmo intercettarli, con l’obiettivo di dare visibilità a questi progetti, capirne le caratteristiche e le aree in cui necessitano supporto.

Alcuni trend di soluzioni di Salute Collaborativa che abbiamo identificato sono:

  • Prevenzione delle malattie croniche
  • Autogestione dei malati cronici
  • Supporto all’autonomia delle persone con disabilità
  • Innovazione del rapporto tra paziente e medico
  • Miglioramento nell’accessibilità dei servizi
  • La messa in rete di risorse delle comunità
  • L’umanizzazione delle cure

Se stai lavorando ad una soluzione di Salute Collaborativa o conosci iniziative che possono rientrare nel filone ‘App & Device’, ‘People & Community’ o ‘Open Care’ ti invitiamo a compilare questo brevissimo form. Ci darai la possibilità di approfondire la conoscenza del progetto e di includerlo nella nostra mappatura. Ogni mese sceglieremo un’iniziativa a cui dare visibilità nel nostro blog e in quello dei nostri partner.

Questo tema sarà centrale per gli interventi in ambito salute che adotteremo quest’anno e negli anni a venire.