Ricerca: Making the most of technology in education

Ricerca: Making the most of technology in education

04 Luglio 2019 -  Educazione e futuro del lavoro, Tech for good
3' di lettura

Oggi pubblichiamo la ricerca ‘Making the most of technology in education. Lessons from school systems around the world’, che esplora il potenziale della tecnologia nei sistemi educativi e identifica le caratteristiche e fattori da abilitare per portare cambiamento positivo all’interno delle scuole. Il report in inglese è disponibile qui.

L’educazione rappresenta uno strumento molto potente per contrastare le disparità economiche e favorire la mobilità sociale. Non è un caso che l’accesso ad una educazione di qualità sia uno dei 17 obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite e una delle più grandi sfide della nostra epoca. La tecnologia può giocare un ruolo cruciale in questo contesto, includendo gli studenti più svantaggiati o migliorando l’efficacia dell’insegnamento. 

Nonostante soluzioni EdTech siano già utilizzate in tutto il mondo, in modo più o meno consistente, il loro impatto è spesso limitato negli istituti scolastici. Si osservano di frequente casi esemplari di scuole che utilizzano la tecnologia grazie all’impegno, leadership e visione dei loro presidi e insegnanti, ma sono casi isolati. L’introduzione di programmi di innovazione con impatto di scala è più complesso e raro. 

Come possiamo trarre il massimo beneficio dalla tecnologia nei contesti educativi?

Nella nostra ricerca abbiamo analizzato nove casi studio internazionali di programmi di innovazione basati sulla tecnologia – tre in Italia, tre in Europa e tre nel resto del mondo – adottati da più di un istituto scolastico (scala), al fine di capire gli ostacoli all’implementazione e diffusione, identificare i fattori di successo e trarne degli insegnamenti. Li abbiamo tradotti in raccomandazioni per tutti gli attori che possono contribuire con azioni concrete a migliorare i sistemi educativi: policymakers, fondazioni filantropiche, scuole, insegnanti, comunità, imprese tecnologiche. 

Nell’analisi dei casi studio abbiamo preso in considerazione sia la prospettiva macro dei promotori dei programmi di innovazione, per capire come disegnare e implementare progetti di innovazione in modo efficace e collaborativo, sia la prospettiva micro della scuola, che deve ‘buy-in’ (prendere in considerazione) la tecnologia e utilizzarla nelle pratiche educative. Potrete scoprire come in Italia alcuni programmi si siano focalizzati sulla formazione degli insegnanti, capire com’è stato  affrontato il tema dell’inclusione digitale in Nuova Zelanda, o imparare dal programma gallese di co-creazione di curricula nelle scuole. 

Le raccomandazioni che troverete nel report sono divise in 3 sezioni.

La prima fa riferimento al concetto di scala. Abbiamo suggerito una serie di azioni volte a favorire la diffusione di questi programmi nelle scuole, raggiungendo una più vasta scala e un maggiore impatto. Dall’importanza di investire in training e supporto (di pari passo con la fornitura di hardware a software) al miglioramento dell’infrastruttura, necessario per la raccolta e utilizzo dei dati prodotti in modo più efficace e aperto. 

La seconda sezione è stata dedicata alle scuole con una particolare attenzione al ruolo dei presidi, i veri protagonisti del cambiamento, che guidano la trasformazione all’interno dei propri istituti. Nonostante il team di ricerca si sia confrontato con presidi di istituti localizzati in diverse parti del mondo, che utilizzano la tecnologia per scopi diversi, i loro consigli su cosa fare e cosa non fare per motivare lo staff scolastico e il più ampio insieme di attori (es. genitori) coinvolti nell’educazione scolastica vertevano sugli stessi messaggi. Abbiamo raccolto questi insegnamenti nella sezione ‘10 Top Tips’ for school leaders’. 

Infine, considerato il ruolo fondamentale e sempre più importante delle fondazioni filantropiche in questo contesto, abbiamo dedicato un’intera sezione di raccomandazioni a questa tipologia di attori.  Le fondazioni possono supportare il settore EdTech con capitale di rischio, promuovere e sostenere programmi di innovazione, dare priorità alla sperimentazione e valutazione di pratiche e metodi di insegnamento abilitati dalla tecnologia o agire come broker, connettendo diversi stakeholders del sistema scuola.

Questo lavoro di ricerca è il frutto di una collaborazione tra Nesta, Nesta Italia e Fondazione per la scuola. E’ stata presentata a un gruppo ristretto di stakeholder lo scorso 20 giugno 2019 con un evento a porte chiuse tenutosi a Nesta all’interno della London EdTech Week.  

La versione italiana della pubblicazione e il relativo lancio avverrà con un evento dedicato il 19 settembre 2019 a Torino

Se siete interessati all’evento e volete manifestare il vostro interesse compilate il nostro form qui